Impara l’arte

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Emiliano Dominici

Nato a Livorno, dove vive, lavora protesta e scrive, Emiliano Dominici è autore di racconti, poesie, testi teatrali, canzoni fotografie, saggi letterari e cinematografici. Non è ancora riuscito a scrivere un romanzo, ma ce la farà.

Coautore e interprete del gruppo di teatro-canzone Loungerie, insegna inglese per vivere e scrive per non dimenticare. Per Erasmo ha pubblicato "La fine soltanto". E' presente nella raccolta di racconti: "Crepa","Siuski", "Presenza di spiriti", "Sessoscritto"
La prima volta che la vide fu alla festa per la nuova collezione di Paul Smith al Barbican Centre. Babsy si era persa tra i corridoi di quei palazzoni tutti uguali. Dopo secoli che girava, sfinita, sui tacchi alti, aveva deciso di prendersi una pausa a una delle sale del cinema, per vedere un film su Nick Drake. Era uscita dopo un’ora con le lacrime agli occhi per quella vita finita troppo presto, per quella voce delicata. Durante la proiezione non si era tolta le scarpe tacco 12, perché poi le si sarebbero gonfiati i piedi e non sarebbe più riuscita a infilarsele. Finito il film continuo' l’esplorazione di quel labirinto. Si dette un quarto d’ora, poi avrebbe chiamato un taxi e sarebbe tornata a casa. Percorrendo uno dei corridoi esterni al terzo piano vide in basso, vicino alla cascatella, un paio di ragazze che le pareva di conoscere. E, anche se non le conosceva, da com’erano vestite, da come si muovevano, da come fendevano l’aria con quella loro struttura esile e affilata, capi' che avevano anch’esse la sua stessa meta. Stanche di camminare, si erano tolte le scarpe e avevano messo i piedi nudi ammollo nell’acqua sporca che scorreva poco più in basso. Babsy prese l’ascensore per raggiungerle ma, nei pressi della cascata, si accorse che non c’erano piu'. Si guardo' intorno e le vide a cento metri da lei, un filo rosa e uno verde che ancheggiavano tenendo gli altissimi decolleté in mano. Non poteva sentirle, ma le sembrava che ridessero, bevendo a turno da una bottiglia di champagne. Decise di seguirle. Anche lei si tolse le scarpe e aumento' l’andatura. Le raggiunse poco prima che entrassero nel garage sotterraneo. “Scusate. Scusate.”