Rime per sorridere

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Franco Biancani

Ingegnere cecinese da anni si diletta a scrivere rime e a giocare con le parole.
introduzione

Mi succede spesso che, alla fine di una ribotta con amici, quando il vino tracannato si fonde con ponci e grappini e la lingua si scioglie in battute e facezie, un compagno di merende mi solleciti a recitare qualche rima. E dopo qualche sana risata intramezzata da brusche e rumorose emissioni di aria dallo stomaco, inevitabilmente un occasionale frequentatore della compagnia, reputando strano ed inconsueto che un ingegnere possa scrivere rime, mi domanda come ho cominciato. La memoria corre agli inizi degli anni novanta quando, attraversando il Ponte di Mezzo a Pisa, la mia attenzione fu calamitata da una scritta in pennarello rosso sulla balaustra che recitava “Se la merda avesse valore, il povero nascerebbe senza il buco del culo”. La frase mi fece sorridere ed al contempo stimolò la riflessione sul senso profondo dell’affermazione. Qualche mese dopo, mentre gli allievi della V classe dell’istituto Tecnico di Rosignano Solvay stavano tentando di risolvere un compito di Meccanica, dalla cattedra osservavo la varia umanità che penava sul foglio protocollo arrabattandosi a sbirciare sui foglietti di formule e sugli elaborati dei vicini. In particolare osservavo lo studente del banco in fondo a sinistra, un ragazzo di ignoranza abissale che trasmetteva antipatia galattica con la sua arroganza e superbia, indisponente col suo fare presuntuoso ed tracotante. E, mentre lo guardavo, pensavo: “che stronzo!”. Per associazione di idee mi tornò a mente la scritta sulla balaustra che stimolò qualche riflessione e cominciai a scrivere qualche rima. Terminavo:

… per non dire della cacca nelle forme diseguale; se acquistasse gran valore, lo capisce anche ‘l villano, l’uomo povero e reietto nascerebbe senza l’ano.

il titolo non poteva che essere: “Guardando uno stronzo”. Lo scrivere mi divertì e da allora cominciai a mettere in rima quando un motto spiritoso, quando un fatto curioso, quando una barzelletta. negli anni si sono accumulati pacchi di fogli volanti, un accozzo senza ordine tematico o cronologico; con l’esigenza di far pulizia, sono stato a lungo incerto se accenderci il caminetto o cercare qualcuno che lo stampasse. Spero mi perdonerete d’aver scelto la seconda via.