Fischio d’inizio 1915

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Descrizione

Arnaldo Cardini, Umberto Rodinis, Pietro Schenone, Orazio Capanna, Giulio Heusch, i fratelli Ciampi e Beppino e Mario Chiappa, ascoltano incuriositi le parole di un loro coetaneo, un certo Domenico Carmichael, soprannominato Menio, figlio dell’allora console inglese a Livorno Mr. Montgomery Carmichael…..sta illustrando ai suoi amici le regole di un gioco della palla (il football) che aveva appreso da marinai inglesi sulle banchine del porto di Livorno…..”

Il calcio a Livorno va oltre l’aspetto sportivo e lo si percepisce ripercorrendone la storia lunga 100 anni e oltre. L’alternarsi di gioie e dolori nei risultati della squadra, nelle vicissitudini societarie, nelle capacità e nell’impegno dei giocatori, già ai tempi della vecchia Unione Sportiva fino all’odierna Associazione Sportiva Livorno calcio, spesso è stata ed è ancora oggi, per tanti tifosi, paradigma delle proprie attese di vita, delle proprie delusioni, dei propri stati emotivi.

Fischio d’inizio 1915 ripercorre questa storia, dalle origini al 2015, avvalendosi anche di scritti di Elisabetta De Paz, Ugo Canessa, Franco Chiarello, Massimo Seghetti e Luciano De Majo e di foto e immagini messe a disposizione da collezioni private e fotografi cittadini.

Il libro è il racconto che va della prima “pedata a un pallone” data agli inizi del novecento, fino all’avventura nella massima serie, attraverso aneddoti, storie di derby e di campioni, e molto altro. Gli amanti del vintage potranno gustarsi i ricordi in banco e nero di chi ha visto nascere il “gabbione”, i monoteisti di fede amaranto invece potranno immergersi nelle testimonianze inedite, toccanti e al tempo stesso genuine, di chi ha giocato in varie epoche nelle fila del Livorno.

Maurizio Mini e Fabrizio Pucci (a cura di)

Maurizio Mini, giornalista, è nato a Livorno nel 1950. Nei primi anni Settanta ha lavorato come operaio al cantiere navale ‘L. Orlando’; un’esperienza che incide, assieme alla militanza nel Pci, sul suo percorso politico e culturale. È stato addetto stampa del Comune di Livorno dal 1980 al 2012. È tuttora direttore responsabile della linea editoriale dell’Associazione Lavoratori Comunali (‘Il Caffè’ e ‘Gli Assaggini del Gufo’); promuove iniziative culturali alla Bottega del Caffè, sede della stessa Associazione.
Per le Edizioni Erasmo ha scritto nel 2010 il racconto ‘Scaffale Zero’ per il volume ‘Delitti in Biblioteca’; ha curato l’introduzione ai volumi di Massimo Volpi ‘A Livorno negli anni Sessanta si suonava così’ (2011) e il successivo ‘A Livorno negli anni Settanta si suonava così’ (2012); ha scritto con Andrea Pellegrini ‘Livorno dalla musica americana al Jazz’ (2103) e, assieme a Mario Baglini e Mauro Nocchi il libro ‘La parola a Enrico’ (2014).

Fabrizio Pucci è nato a Livorno nel 1970. Giornalista pubblicista, inizia a scrivere ad appena 14 anni grazie a Piero Lombardi sull’organo uffi ciale del Club Amaranto ‘Magnozzi’ chiamato ‘La Triglia’ e sul match program ‘EcoSport’. Dal 1989 collabora con lo storico settimanale ‘Il Giornalino’ di Giovanni Lucchesi e, grazie a Franco Chiarello, con ‘Radio Livorno Città Aperta’ fi no al 1994. Nel frattempo inizia l’avventura in tv. A Telecentro, nel 1992/93 e a Granducato Tv dal 1993 al 2011, anni durante i quali ha raccontato in presa diretta il ritorno degli amaranto in serie A dopo 55 anni, la prima salvezza nella massima serie e l’avventura in Coppa Uefa da Belgrado e Auxerre. Dal 1999 al 2001 è telecronista per Telepiù e dal 2004 inizia la collaborazione con SportMediaset. Dal 2009 insieme ad Alessandro Bernini e Gianni Tacchi è una delle fi rme de ‘Il Tirreno’ per il quale segue quotidianamente le vicende del Livorno.